<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5337124</id><updated>2011-04-21T14:49:16.406-07:00</updated><title type='text'>Questo cielo passerà</title><subtitle type='html'>Ecco la mia parola.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://padredovesei.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://padredovesei.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ges�</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04569757310295851313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>8</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5337124.post-95233613</id><published>2003-06-03T05:30:00.000-07:00</published><updated>2003-06-03T05:34:11.000-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Padre, non ti ho trovato nemmeno al mare.&lt;br /&gt;Ieri sono andato al mare. Abbiamo deciso all'ultimo momento di andare, Gianni è sempre indeciso quando si tratta di viaggiare o relazionarsi con le altre persone. Con noi è venuta anche la sua "nuova fiamma" (non mi ricordo dove ho sentito questo termine, ma mi piace molto). Lui dice che non ci ha ancora fatto nulla, per colpa di quel suo problema e non vorrebbe perderla, crede che sia la donna della sua vita. Devo ricordarmi di far qualcosa per quel suo problema, ma ora fa troppo caldo e tra un po' vado a dormire, ci penserò domani.&lt;br /&gt;Questa ragazza si chiama Maria. Mi piace questo nome. "Ti chiami come mia madre", le ho detto con gli occhi lucidi in un attimo di commozione. Lei mi ha regalato un sorriso e mi ha detto che il suo nome completo è Maria Assunta e che tutti e due i nomi non le piacciono, ma preferisce farsi chiamare Maria.&lt;br /&gt;Maria è una massaggiatrice, lei fa una specie di miracolo con le mani riuscendo a far star meglio le persone; ha guarito anche la mia schiena, che mi doleva da quella volta con la croce! "Magari è come me", ho pensato, ma non ho detto niente perché con questi uomini si rischia sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci abbiamo messo due ore per andare al mare, c'era molto traffico, le automobili sono state ferme per un po' e la gente dopo si innervosiva, come quello che ha aggredito un tipo perché non era avanzato di 13 centimetri che si erano liberati in quel momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, finalmente, la spiaggia. Abbiamo lottato per un po' di posto sulla sabbia. Molta gente aveva l'ombrellone, noi no. Noi avevamo dei teli da mare. Io non posseggo nessun telo (chissà dov'è finito quello che avevo quando sono risorto) e Gianni mi ha prestato il suo. C'è sopra un disegno con una ragazza bionda, molto prosperosa, e una scritta in inglese. Gianni me l'ha tradotta, significa "troppo calda per te" e quando me l'ha detto si è messo a ridere, perché trova quella frase molto divertente. Io ho riso con lui, per solidarietà.&lt;br /&gt;Maria mi dà molte attenzioni. Mi ha spalmato un unguento viscido e profumato. Dice che mi proteggerà dal calore del sole. Credo che mi abbia protetto, anche se sono tornato a casa con un enorme mal di testa.&lt;br /&gt;Maria dice che il sole fa questi scherzi.&lt;br /&gt;Il sole ha scherzato troppo con me. Come si dice, "scherzo da prete"? Non li sopporto, i preti.&lt;br /&gt;Ora vado a dormire. Ho ancora in mente la telefonata che mi ha fatto Silvia, ho in mente le sue parole: "mi manchi".&lt;br /&gt;Anche tu mi manchi. Può il primo ministro di Dio predicare l'amore senza amare? &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5337124-95233613?l=padredovesei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/95233613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/95233613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://padredovesei.blogspot.com/2003_06_01_archive.html#95233613' title=''/><author><name>Ges�</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04569757310295851313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5337124.post-94870043</id><published>2003-05-25T13:35:00.000-07:00</published><updated>2003-05-25T13:39:43.000-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Devo esplorare un mondo nuovo. Devo vivere da umano senza perdere la divinità. Devo imparare e insegnare. Il computer di Gianni è rotto, dice. Mi ha mandato in un "Internet café". Costa molto. E il caffé non è molto buono. Silvia è partita. Ho tempo per riflettere sulle sensazioni, ma lei mi manca e la sua mancanza mi annebbia il cervello. Sono confuso. La gente mi scrive e non mi crede. Ma non è come allora. Allora non credevano a ciò che dicevo, adesso non credono alla mia esistenza. E come faccio a capire, imparare ed insegnare, Padre mio, se mi viene detto che non esistiamo? Io te esistiamo, Padre. Padre, dove sei? Padre, questa Terra è più difficile e più spietata degli infedeli che mi perseguitarono e mi uccisero. Vado ad imparare ancora. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5337124-94870043?l=padredovesei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/94870043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/94870043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://padredovesei.blogspot.com/2003_05_25_archive.html#94870043' title=''/><author><name>Ges�</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04569757310295851313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5337124.post-94201489</id><published>2003-05-12T06:38:00.000-07:00</published><updated>2003-05-12T06:44:19.000-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Gianni mi ha mandato fuori di casa, ieri sera. Diceva che doveva vedersi con una ragazza, e che io non ci potevo essere. Gli ho risposto che io di ragazze ne ho viste un bel po', e non mi sono mai lamentato della sua presenza. Ha fatto una faccia stramba, sembrava non avesse capito. Poi con i suoi toni da uomo di esperienza e alla moda mi ha spiegato: "Ho invitato qui una ragazza, si chiama Chiara, cercherò di portarmela a letto. Tu intanto vatti a fare un giro per la città by night ["by night"? Devo aver fatto una faccia piuttosto esplicita da "cosa dici?" perché poi lui mi ha spiegato... non conosco l'inglese e tanto meno i modi di dire moderni... arrivo fino a carpe diem] e magari telefona a Silvia, dato che sembra che tu le piaccia...". Mi ha porto il suo telefono cellulare (oh Padre Mio, è incredibile come questa razza si sia evoluta... evoluta?) ed è scomparso all'interno del bagno. Da fuori sentivo l'odore del dopobarba. Un'odore orribile. Quasi preferisco quello dell'incenso. Così sono uscito di casa, in uno di questi caldi vestiti che ho comprato. Ho camminato, attraversando quasi tutta la città, per tutta la notte. Quante luci, quante luci. Siete formidabili, uomini del Terzo Millennio, espressione che mi fa un po' effetto per ovvie ragioni. Terzo Millennio. Così tanta gente, così tante luci. Volevo entrare in uno di quei templi che sembrano così fuori da questo mondo, ma la porta era chiusa. Quindi mi sono guardato in giro, ho notato tanti caratteri a me nuovi, ho imparato tante cose. C'erano donne vestite in modi inimmaginabili, da lapidazione immediata senza ricorso, ma si sa, io sono contro queste cose... un rivoluzionario. Avevo un po' di soldi in tasca e, mettendo in pratica gli insegnamenti di Gianni, ho fatto colazione in un bar. Mentre mettevo mano al taschino per pagare mi sono ritrovato in mano il telefonino... già, non l'ho chiamata, Silvia. Me ne sono proprio dimenticato, preso com'ero da tutte quelle meraviglie moderne. Forse è meglio così, se incomincio a distrarmi dal suo pensiero. Sì, mi fa proprio bene distrarmi, anche se mi manca. L'ho già detto che mi piacciono i palazzi moderni? L'orologio Casio segnava le 7.37, ed io ero anche piuttosto stanco. Non ricordo dove lavori Silvia, e non sapevo nemmeno che turno avesse il mio ospite Gianni. Già, i turni. In pratica, ci sono così tante persone che lavorano in quella banca, che devono darsi il cambio. Invece di avere una persona sola che svolge lo stesso compito per tutto il giorno, si danno il cambio in due o tre, uno alla mattina e uno al pomeriggio, o cose così. Non sapevo se sarebbe stato opportuno tornare a casa, se avessi svegliato Gianni e quella tale Chiara. All'improvviso, mentre io stavo bevendo un caffé, una musichetta dal nulla. Non voglio fare la parte dello stupido, di musica via radio ne ho sentita fino ad adesso, e la sorpresa iniziale l'ho superata. Ma era un suono talmente strano, e poi questa volta non riuscivo sul serio a capire da dove venisse. Dopo aver ascoltato per un po' ho finalmente localizzato la fonte: la mia tasca. Era il cellulare! L'ho preso e ho chiamato a raccolta tutte le mie conoscenze su quell'arcano strumento, rispondendo con un "pronto" frastornato. Era Gianni, che si stava chiedendo dove fossi. Aveva telefonato a Silvia, che gli aveva detto di non avermi visto, e che tra l'altro non aveva più voglia di pregarmi perché mi facci sentire... pregarmi? Ho cominciato a temere per il mio anonimato ma l'ho lasciato parlare. Gli ho raccontato quel che ho fatto e lui è scoppiato a ridere: "Ma allora fino ad adesso sei stato sulla Luna veramente! Vieni a casa a riposarti, va'!". Quando sono arrivato a casa (senza perdermi!) ho trovato Gianni in mutande, su una sedia, davanti a lui un caffé ed una sigaretta. Anche questa volta, mi ha raccontato brevemente, il suo imbarazzante problema sessuale è riaffiorato. Prima o poi dovrò fare qualcosa per lui, che per me ha fatto tanto. Ma non adesso, ho ancora tante cose da vedere e sono stanco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5337124-94201489?l=padredovesei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/94201489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/94201489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://padredovesei.blogspot.com/2003_05_11_archive.html#94201489' title=''/><author><name>Ges�</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04569757310295851313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5337124.post-94019706</id><published>2003-05-08T16:39:00.000-07:00</published><updated>2003-05-08T16:39:17.960-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Non riesco a dormire. Mi sono rimesso subito a scrivere qui nel computer. L'orologio Casio segna le 1.34.. non ho sonno. Ripenso a Silvia. All’anello che ora so dove si trova... non ho parlato di questo prima perché ero ancora eccitato da tutto, ma il silenzio ha amplificato ogni mia piccola emozione. Mi mancano i suoi occhi, è così strano. Ho come un calore indescrivibile dentro al petto. Una volta a 18 anni ho provato una cosa simile per una mia cugina, ma non ci arrivava nemmeno un po’ vicino. Il mondo moderno amplifica le sensazioni in maniera mostruosa. Devo ancora decidere se tutto questo è giusto o sbagliato, se è bello o brutto. Sono solo tanto confuso e... non so. Spero che la notte mi porti consiglio. Forse ne parlerò con Gianni. Probabilmente Gianni ne vorrà parlare. Quindi adesso devo riposare, devo mettere in ordine le idee. Mi sono liberato del peso del silenzio, forse riuscirò a dormire un poco... Padre, mi stai mettendo alla prova? Cosa succede? Cosa mi vuoi dire con tutto questo? Non mi sento più potente, non mi sento più nemmeno il Figlio di Dio. Padre, dammi un segno. Padre, dove sei? &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5337124-94019706?l=padredovesei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/94019706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/94019706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://padredovesei.blogspot.com/2003_05_04_archive.html#94019706' title=''/><author><name>Ges�</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04569757310295851313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5337124.post-94009214</id><published>2003-05-08T13:07:00.000-07:00</published><updated>2003-05-09T07:05:46.000-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Padre dove sei?&lt;br /&gt;Gianni è sempre gentile nei miei confronti, ripete spesso che gli viene spontaneo fare le cose per me... È felice perché gli regalo sempre dei sorrisi quando io sono in difficoltà in alcune situazioni. Lui mi aiuta ed io gli regalo il conforto di un sorriso. Sorrido sempre più che posso. Questa mattina, mentre mi spiegava cosa fosse il gioco del calcio, oltre ai sorrisi ho aggiunto: "mi ricorderò un giorno di te. Sta tranquillo, mi ricorderò un giorno di te". Lui non sembrava imbarazzato da quella frase, tutt'altro, è come se sapesse che io non volevo approfittarmi della sua gentilezza.&lt;br /&gt;Oggi mi ha spiegato anche che potevo fare come se fossi a casa mia e questa frase mi è sembrata subito assurda perché nulla di quella abitazione mi ricordava anche lontanamente la mia casa. Anche io avevo un tavolo ma qui è tutto da scoprire, nella mia vecchia casa conoscevo l'utilizzo delle cose fin da bambino.&lt;br /&gt;Qui, ogni piccola cosa, ogni piccolo oggetto è un mondo nuovo per me, una nuova valle da conoscere, un nuovo fiume in cui pescare...&lt;br /&gt;È tutto bello, non sembra nulla banale. Anche le cose più nascoste sembrano utili, indispensabili.&lt;br /&gt;Per esempio, lui ha un serpente in una vasca di vetro. Anche questo mi sembra assurdo, mio padre i serpenti li uccideva... ma mi piace. Il serpente ha un colore rosso accesso e si mangia topi sugelati, ci mette una settimana per digerire un topo. Così dice Gianni.&lt;br /&gt;Ieri lui ha preso un topo surgelato dal frigorifero che stava nella parte bassa, quella dove tutto è più freddo. Il frigorifero è quella cosa ingombrante che serve per conservare i cibi. Il frigorifero è diviso in scomparti, dentro è un apoteosi di colori, profumi, incastri. Adoro questa scatola fredda, trovo molto utile conservare le vivande, nella parte inferiore  puoi conservare tutto per mesi, come i topi per il signor Bisss, che è il serpente di Gianni.&lt;br /&gt;Gianni è il mio maestro, amo quando lui mi parla delle cose che nn so, del frigorifero, della sveglia, ma anche di altro. Gianni si tocca spesso gli occhiali prima di cominciare a spiegare e dice una frase che suona tipo così: "dunque, devi sapere..." ed io lo guardo come mi guardavano i bambini quando raccontavo a loro le mie parabole, spalancando leggermente la bocca e sgranando gli occhi.&lt;br /&gt;Gianni sembra contento quando lo ascolto, dice perché gli do soddisfazione e non li dico che è logorroico (devo ricordarmi di chiedere in giro cosa significhi).&lt;br /&gt;Sono emozionato perché quello che sto scrivendo qui lo leggono tutti; Gianni mi ha insegnato ad usare il computer e mi ha detto che quando scrivo adesso lo possono leggere tutti. Bello, perché non mi fanno male i polsi come prima a scrivere sul mio blocchetto di fogli. Solo oggi ho scritto per quattro ore. No, non mi fanno male le mani ma sono stanco, perché in questo mondo qui è facile stancarsi, molto facile. Vado a riposare. &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5337124-94009214?l=padredovesei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/94009214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/94009214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://padredovesei.blogspot.com/2003_05_04_archive.html#94009214' title=''/><author><name>Ges�</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04569757310295851313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5337124.post-93817540</id><published>2003-05-05T12:37:00.000-07:00</published><updated>2003-05-05T12:43:24.000-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Padre dove sei?&lt;br /&gt;Ieri sono andato a casa di Gianni, lui è gentilissimo con me, mi ha ospitato per la notte e mi aiuterà a trovare un appartamento per il futuro. L'abitazione di Gianni si trova al quarto piano di un palazzo moderno circondato da alberi.&lt;br /&gt;Mi piacciono le costruzioni moderne. Nel suo palazzo c'è anche una specie di loculo che va su e giù. "Ascensore", così si chiama. E quest'ascensore quando apre le porte emette un suono "pliiin ploooon". Ieri notte non ho dormito e ho sentito quattro "pliiin ploooon" in piena notte.&lt;br /&gt;Possiede una bella casa Gianni. Una cucina grande, due camere, una con un letto da due posti e una più piccola con un letto mediamente duro, una scrivania. Ha due bagni, uno con la lavapanni e la cassetta dei medicinali, l'altro con una vasca a forma di goccia e uno specchio che prende quasi tutta la parete.&lt;br /&gt;Alle 18.45 (segnate dall'orologio Casio regalatomi da Marta) Gianni mi porta al colloquio di lavoro alla pizzeria "Le antiche mura". Il proprietario è un vecchio amico di lui che di nome fa Leandro, un uomo rubicondo con le guance rosse, stempiato con il codino. Mi accoglie con un abbraccio e la prima cosa che mi dice è che mi devo tagliare i capelli. Mi ha fatto accomodare su di una sedia di legno dietro alla pizzeria dove stanno un giardino ed un cane. Leandro dopo avermi offerto un succo d'arancia mi ha chiesto se avessi fatto questo lavoro in passato. Io gli ho risposto di no ma che ero abituato ad arrangiarmi in tutte le situazioni e apprendevo in fretta.&lt;br /&gt;"Qui non si fanno miracoli" mi ha detto, aggiungendo "ci vuole tanta buona volontà poiché non hai mai fatto questo lavoro". Questa frase mi ha bloccato... "qui non si fanno miracoli"... ha forse capito chi sono? Io ho annuito a quel suo discorso. In ogni caso non farò miracoli mentre lavoro, se mi dovessero prendere. Non si sa mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera siamo andati a cena da Silvia l'amica di Gianni; è carina, una ragazza più bassa di me e più piccola d'età. E' bionda con un anello al naso. Quando ha notato che lo osservavo ha aggiundo che ne ha un altro in un posto particolare. Io non ho fatto domande sull'anello poiché non ho capito cosa voleva dire. Ma lei mi ha guardato con i suoi occhi grandi mentre lo diceva... mi ha guardato sorridendo. Sorridere è proprio una bella abitudine, Padre mio. Quando lo rifaremo insieme?&lt;br /&gt;Gianni a mezzanotte è andato via perché era stanco e doveva alzarsi presto per il lavoro. Silvia mi ha proposto di dormire là da lei; io ho annuito bevendo un bicchiere di vino. Abbiamo parlato per tre ore, lei mi ha fatto 34 domande, ed io ho risposto con 34 mezze verità.&lt;br /&gt;La camera di Silvia non è molto grande ed è piena di poster e foto di un certo Vincent Gallo... io le ho chiesto il perché avesse tutte quelle cose che riguardavano quell'uomo. Lei sorridendo mi ha raccontato che era una fan di Vincent Gallo e che le fan fanno questo e anche di peggio. Le fan hanno fotografie del loro amato, articoli di giornale e cose che ricordano lui e si fanno fare gli autografi e lo venerano follemente...&lt;br /&gt;Mi sono ricordato che la mattina avevo visto delle donne in nero con un copricapo bianco. Gianni mi ha detto che si chiamano suore e che la loro vita la passano pregando. Pregando Dio. Cioé me e la mia famiglia. &lt;br /&gt;Al collo hanno tipo una collana, Gianni afferma che si chiama crocifisso e che rappresenta la morte del Cristo, cioè me.&lt;br /&gt;Non mi sono riconosciuto molto nella persona crocifissa, non mi assomiglia per nulla.&lt;br /&gt;Che siano delle mie fans quelle tali suore? Spero di no. Non voglio che qualcuno mi veneri o che mi chieda autografi. Non è per questo che sono nato, morto e risorto... e rinato.&lt;br /&gt;Starò lontano da queste suore. Molto lontano.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5337124-93817540?l=padredovesei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/93817540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/93817540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://padredovesei.blogspot.com/2003_05_04_archive.html#93817540' title=''/><author><name>Ges�</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04569757310295851313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5337124.post-93667205</id><published>2003-05-02T12:15:00.000-07:00</published><updated>2003-05-02T12:19:02.000-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Padre dove sei?&lt;br /&gt;Oggi sono uscito con Gianni, il tipo calvo con un ciuffo in testa che assomiglia ad una croce. Lo conosco da un giorno ma mi sono subito affezionato a lui, dicono in giro che assomiglia a Danny DeVito... non so chi sia. Ho saputo che fa l'attore. Ancora non ho conoscenza completa della televisione e degli uomini che ci lavorano dentro.&lt;br /&gt;Gianni non ha una donna. Lui sostiene che è colpa del fatto che si è sparsa la voce che soffre di una certa incontinenza, soprattutto quando si trova davanti ad una donna nuda. Insomma, se la fa addosso. Forse ha ragione. Forse è per quello. Oggi sono molto meno spaventato di ieri, perché Gianni mi sta simpatico. Anche se parla sempre di sesso, e insomma... io quando si parla di sesso sono sempre un po' a disagio. Comunque ce lo faccio un miracolo a lui: gli troverò una donna che gli stia vicino... o curerò il suo male alla vescica. &lt;br /&gt;Nel pomeriggio siamo andati a comprare dei vestiti. La tunica non andava bene... Gianni dice che sembro pazzo con la tunica... dice che all'Emporio Armani ci sta roba trendy, cool, che acchiappa una cifra. Ok. Ma cos'è l'Emporio Armani? Lui parla strano... Mi rende nervoso quando parla strano e non capisco.&lt;br /&gt;Faceva troppe domande sulla tunica e ho deciso di andare con lui per comprarmi vestiti nuovi. &lt;br /&gt;Gianni lavora in banca, quel posto dove si mettono soldi... io gli ho detto che avevo un amico che faceva l'esattore. Lui mi ha detto che non è la stessa cosa... forse ho capito di cosa si tratta questa banca. Una persona lavora e prende i soldi che poi li lascia in banca e  quando vuole ripassa lì e li prende... hanno tipo un sepolcro per mettere i soldi; credo che non utilizzerò mai una banca. In genere i sepolcri mi danno un po' di fastidio, ho come un'allergia. Mentale, ma allergia.&lt;br /&gt;Gianni mi parla spesso di soldi, come spendere soldi, sul fatto che chi  più guadagna più può spendere. Che il lavoro è importante e che io dovrei trovare qualcosa da fare.&lt;br /&gt;Perché se non ho una lavoro non posso portare le ragazze fuori a mangiare. Certi suoi discorsi non li capisco... le ragazze non possono mangiare a casa loro come fanno tutti? Però faccio finta di niente, perché Gianni è buono e generoso, e soprattutto non mi fa mai troppe domande sul passato... forse lui sa quanto può essere brutto e pericoloso il passato. &lt;br /&gt;Lui conosce un tipo che ha una pizzeria (un posto dove si serve pane lievitato e condito, che sembra che sia un pasto molto consumato qui) che cerca uno che porti da mangiare ai clienti ai loro tavoli. Domani mi ci manda. Ma ora mi serve un vestito.&lt;br /&gt;Davanti al negozio incontriamo una amica di Gianni, lei si chiama Marta e assomiglia alla moglie di uno a cui ho fatto un miracolo quando avevo 27 anni.&lt;br /&gt;Marta mi dice che sono un bel ragazzo. Lei dice anche che i capelli lunghi mi stanno male e che ha una amica parrucchiera che me li può tagliare. Lei dice che con la tunica sembro un pazzo. Decidiamo quindi di entrare subito nel negozio Emporio Armani. Quindi tutto spiegato, è un posto pieno di vestiti nuovi già fatti, e tutti diversi! E li paghi. Negozio di vestiti. Ci sono molte cose in questo negozio e Gianni vede la mia indecisione. Lui guarda Marta e insieme decidono di scegliere loro i vestiti per me. Mi prendono tre paia di pantaloni (mi dovrò abituare a portarli...), tre camicie (una bianca, una nera e una bianca a quadratini azzurri... belle, ma ci metto tantissimo a indossarle), due maglioni di lana di pecora, una cintura di pelle di vacca, due sandali chiusi e con lacci (cioé le "scarpe"... mi piacciono, sono comode), Marta è felice perché la roba che ho comprato è di marca e farò una bella figura con le altre persone, e conquisterò molte donne. E' convinta la roba di marca dia "quel qualcosa in più" ad una persona. Io questi ragionamenti ormai non tento neanche più di farli miei.&lt;br /&gt;Vado alla cassa (che è tipo la banca ma privata, del negozio) per pagare e la donna addetta ai pagamenti mi fa sapere che ho speso 556 euro. Gianni mi spiega come funziona questa moneta e io capisco subito... capisco soprattutto che Giuseppe, mio padre, doveva lavorare tre anni per guadagnare quella cifra, più o meno. D'ora in poi starò attento a come spenderò i miei soldi, che tra l'altro non sono neanche miei ma di Gianni, dato che io non ne ho. Chiedo a Marta se c'è un posto più conveniente e lei mi porta in un mercatino dove vendono cose vecchie e usate. E' bello, mi ricorda un po' di più i miei tempi. Spendo 25 euro per vestirmi, me li presta Gianni. Tornato a casa (Gianni si è offerto di farmi restare da lui) ho trasformato i vestiti di terza mano in abiti di Armani, così anche Marta sarà contenta. Poi ho pensato che qualcuno se ne sarebbe potuto accorgere e ho fatto tornare tutto com'era. Tanto Gianni dice che sono belli, i vestiti di terza mano, e che Marta è così maniaca della roba firmata perché ha tanti soldi e non sa come spenderli. &lt;br /&gt;Domani alle 7 ho un incontro per il lavoro in pizzeria. &lt;br /&gt;Gianni mi sta convincendo a pensare a trovarmi una ragazza.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5337124-93667205?l=padredovesei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/93667205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/93667205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://padredovesei.blogspot.com/2003_04_27_archive.html#93667205' title=''/><author><name>Ges�</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04569757310295851313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5337124.post-93466053</id><published>2003-04-29T07:15:00.000-07:00</published><updated>2003-04-29T11:37:15.000-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Padre dove sei?&lt;br /&gt;Fatico a credere a ciò che vedo. Sono comparso in mezzo ad una gigantesca folla di persone vestite in modo così diverso dai miei tempi. Sono passati 2000 anni dalla mia prima nascita. L'ho capito quando una signora di rosso vestita guardandomi con una faccia non molto amichevole ha detto: "Siamo nel 2000 e ancora ci sono i pazzi in giro! Ma perché non li rinchiudono tutti in gabbia??". Non ho capito subito quella frase... ma ho sorriso... non mi ricordavo quanto fosse bello sorridere.&lt;br /&gt;La tunica è sempre quella. Questi fogli ingialliti e questa penna recuperata chissà dove e chissà quando; ecco ciò di cui sono dotato per affrontare questo nuovo mondo. &lt;br /&gt;Quello che mi manca in questo viaggio: uno scopo. Perché sono qui? Mi hai messo alla prova una volta padre... perché di nuovo? Cosa devo fare? Qual è la mia missione?&lt;br /&gt;Non so che fare, sono confuso, c'è tanto rumore e tanta gente in questo nuovo mondo. Non mi resta che esplorarlo in cerca del mio compito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena trovato uno spazio verde eccomi qui, a documentare sui miei foglietti le meraviglie e le stranezze che ho visto fin'ora, prima che si tramutino in sogno nella mia mente. Strade perfettamente liscie percorse da apocalittiche bestie di ferro dall'odore insopportabile. Apocalittiche nell'aspetto ma buone nel cuore, a pensarci bene, perché mai tentarono di aggredirmi. Palazzi alti fino al cielo, di un'imponenza e maestosità che mai avrei potuto immaginare. Ogni volta che mi guardo intorno scopro qualcosa di nuovo. &lt;br /&gt;Prima, per strada, ho notato una cosa sorprendente, di cui nessuno mi aveva avvertito prima di finire quaggiù: non sono stato mandato solo io. C'era quest'uomo umile e vestito di stracci, rispetto agli altri frequentatori della via: quest'uomo faceva comparire e scomparire nel nulla mazzi di fiori e pezzi di stoffa e monete, palline... qualsiasi cosa. "Guardate..." diceva, "è un miracolo!". Mi accostai a lui mentre con gesti pronti e veloci faceva levitare tre palle di stoffa e gli chiesi, sussurrando: "Fratello, dimmi, qual è il mio compito su questa Terra?". Al che gli caddero tutte e tre le sfere miracolate, i suoi occhi si sbarrarono in una espressione di sorpresa. Mi stavo già protendendo verso di lui per abbracciarlo, ma lui mi spinse via con grande forza e mi tirò addosso una pallina, inveendo contro di me usando termini a me del tutto sconosciuti... "Pure i pazzi... vattene... io ti spacco...". Dalla rabbia con cui mi trattò, intesi che non poteva essere un mio Fratello, un Angelo del Signore. Così ho imparato che per la mia permanenza qui sarà meglio non rivelare la mia identità di Salvatore Figlio del Padre. Potrebbe portarmi alla morte, come l'altra volta, e non mi posso permettere di farmi crocifiggere prima di conoscere il mio compito e questo mondo pieno di orrore e meraviglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pomeriggio è passato, ed ecco il mio primo vero contatto con la civiltà. Mi si è presentato un uomo, basso, con pochi capelli e un po' grasso... è venuto da me, non sembrava in se, ha parlato per un po' di una donna. Non ho capito bene tutto, ma lei deve averlo rifiutato per un suo difetto fisico o qualcosa di questo genere... mentre mi stava raccontando le sue disavventure (evidentemente trovare una donna di questi tempi è molto più difficile rispetto a duemila anni fa... beh, ai tempi bastava dirle "tu sei mia moglie" ed eccola conquistata) si fermato improvvisamente. &lt;br /&gt;"Non mi sono nemmeno presentato" ha detto, e poi ha aggiunto una espressione, probabilmente idiomatica, che non ho inteso. "Mi chiamo Gianni, tu?". Stavo per dire il mio nome, ma per prudenza ho deciso di trovarne un altro, non si sa mai... Padre, potrai capire la falsa testimonianza, sono un uomo adesso e non voglio rischiare. Trovare un nome mi ha occupato un po' di tempo, ma Gianni sembra non essersene accorto. Me ne sono venuti in mente due, che avevo visto su una specie di papiro attaccato al muro poco prima. Uno molto bello, Edwige, ma forse troppo strano, dal sapore forestiero e difficile da pronunciare. Così ho optato per l'altro; "Io mi chiamo Alvaro, piacere.". Quando mi ha stretto la mano ho notato un cambiamento... la mia persona fa ancora qualche effetto allora. Abbiamo parlato. Lui mi ha parlato della sua vita, era talmente preso che non c'è stato bisogno per me di inventarmi altre bugie, perché ha sempre parlato lui. Domani ci incontreremo ancora. Ora vado a cercarmi un posto per dormire, poi da domani, ne sono sicuro, potrò contare sulla misericordia del mio nuovo amico, Gianni. &lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5337124-93466053?l=padredovesei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/93466053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5337124/posts/default/93466053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://padredovesei.blogspot.com/2003_04_27_archive.html#93466053' title=''/><author><name>Ges�</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04569757310295851313</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
